﻿{"id":3361,"date":"2025-10-16T10:37:15","date_gmt":"2025-10-16T08:37:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.semplicementecittadini.it\/Italia\/?p=3361"},"modified":"2025-10-16T10:37:15","modified_gmt":"2025-10-16T08:37:15","slug":"economia-livolsi-la-germania-torna-stato-investitore-francia-in-bilico-italia-tra-prudenza-e-opportunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.semplicementecittadini.it\/Italia\/2025\/10\/16\/economia-livolsi-la-germania-torna-stato-investitore-francia-in-bilico-italia-tra-prudenza-e-opportunita\/","title":{"rendered":"Economia. Livolsi: la Germania torna Stato investitore. Francia in bilico, Italia tra prudenza e opportunit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h4 class=\"abstract\">L&#8217;analisi del professore di Corporate Finance e fondatore della Livolsi &amp; Partners<\/h4>\n<div class=\"row info-bio\">\n<div class=\"pub-date\">\n<div class=\"col\">Pubblicato :su dire 15-10-2025 10:25&nbsp;<\/div>\n<div class=\"col\">&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"hero-image\"><img loading=\"lazy\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.dire.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/02_livolsi-1024x616.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"https:\/\/www.dire.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/02_livolsi-1024x616.jpg 1024w, https:\/\/www.dire.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/02_livolsi-380x229.jpg 380w, https:\/\/www.dire.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/02_livolsi-768x462.jpg 768w, https:\/\/www.dire.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/02_livolsi-450x271.jpg 450w, https:\/\/www.dire.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/02_livolsi.jpg 1184w\" alt=\"livolsi\" width=\"1024\" height=\"616\" data-cmp-info=\"10\"><\/div>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_top\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_32 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.dire.it\/15-10-2025\/1188507-economia-livolsi-la-germania-torna-stato-investitore-francia-in-bilico-italia-tra-prudenza-e-opportunita\/\" data-a2a-title=\"Economia. Livolsi: la Germania torna Stato investitore. Francia in bilico, Italia tra prudenza e opportunit\u00e0\">&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<p>ROMA \u2013 \u201cDopo anni di rigore e surplus, la <strong>Germania di Friedrich Merz (Cdu) riscopre il ruolo dello Stato imprenditore<\/strong>, segnando la fine dell\u2019austerit\u00e0 tedesca. La stagnazione economica, la crisi dell\u2019automotive e le tensioni geopolitiche hanno imposto un cambio di passo. Nel <strong>marzo 2025<\/strong>, sotto il governo di Olaf Scholz (Spd), il Bundestag aveva approvato una riforma costituzionale che ha allentato il freno al debito e creato un <strong>fondo da 500 miliardi di euro per difesa, infrastrutture e transizione energetica<\/strong>. <strong>Merz<\/strong>, insediato a maggio, <strong>ne ha fatto il pilastro della propria politica economica<\/strong>, puntando su sicurezza, competitivit\u00e0 e innovazione per rilanciare la crescita tedesca e riportare Berlino al centro della scena europea. Anche gli<strong> Stati Uniti, con Donald Trump <\/strong>di nuovo alla Casa Bianca, si muovono<strong> nella stessa direzione: un approccio industriale interventista fatto di dazi, incentivi e fondi federali per le filiere strategiche<\/strong>. \u00c8 un paradosso storico: le economie che per decenni hanno predicato il mercato puro tornano oggi a politiche pubbliche espansive\u201d. Il quadro economico non solo europeo nell\u2019analisi di <strong>Ubaldo Livolsi<\/strong>, professore di Corporate Finance e fondatore della Livolsi &amp; Partners S.p.A., nel nuovo appuntamento della sua rubrica con l\u2019agenzia Dire, curata da Angelica Bianco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15293\" src=\"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/italiasolidale\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Senza-titolobbb-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\"><\/p>\n<h3 id=\"h-rating-sovrano-francese-declassato\" class=\"wp-block-heading\"><strong>RATING SOVRANO FRANCESE DECLASSATO<\/strong><\/h3>\n<p>\u201cPer parte sua- continua- la <strong>Francia attraversa una fase di forte instabilit\u00e0<\/strong>. Dopo le dimissioni del premier S\u00e9bastien Lecornu, nella serata di domenica \u00e8 nato un nuovo esecutivo, guidato dallo stesso Lecornu e nuovamente incaricato dal presidente Emmanuel Macron: \u00e8 il <strong>quarto governo in due anni<\/strong>. Sullo sfondo restano le difficolt\u00e0 economiche: il debito pubblico ha raggiunto 3.345 miliardi di euro (116% del Pil) e il deficit 168,6 miliardi (5,8%). <strong>Fitch ha declassato il rating sovrano francese <\/strong>e, per la prima volta, i rendimenti decennali d\u2019oltralpe hanno eguagliato quelli italiani. Il rischio percepito dagli investitori si sposta cos\u00ec da Sud a Nord dell\u2019Europa\u201d. \u201cIn questo quadro- spiega Livolsi- l\u2019<strong>Italia<\/strong> si trova in una posizione inedita. I <strong>conti pubblici tengono meglio del previsto e il governo dispone di un margine \u2013 un \u2018tesoretto\u2019 stimato in 4\/4,2 miliardi<\/strong> \u2013 sufficiente a evitare la procedura europea per disavanzo eccessivo. Ma la finestra di stabilit\u00e0 non va sprecata. <strong>Confindustria chiede un piano di rilancio coerente con la nuova fase europea<\/strong>: incentivi per innovazione e manifattura, semplificazione degli investimenti e un uso mirato del Pnrr per sostenere produttivit\u00e0 e competitivit\u00e0\u201d. \u201cLa <strong>lezione che arriva da Berlino<\/strong> \u00e8 chiara: <strong>senza investimenti pubblici strategici non c\u2019\u00e8 competitivit\u00e0 privata duratura<\/strong>. Tuttavia, uno stimolo tedesco di tale portata pu\u00f2 influenzare i tassi d\u2019interesse nell\u2019eurozona, mettendo pressione sui conti degli altri Paesi. La sfida, per Roma come per Bruxelles, sar\u00e0 <strong>coordinare le politiche fiscali nazionali in modo che la spinta tedesca non crei nuove asimmetrie<\/strong>, ma diventi il primo passo verso una vera politica industriale europea\u201dconclude Livolsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;analisi del professore di Corporate Finance e fondatore della Livolsi &amp; Partners Pubblicato :su dire 15-10-2025 10:25&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; ROMA \u2013 \u201cDopo anni di rigore e surplus, la Germania di Friedrich Merz (Cdu) riscopre il ruolo dello Stato imprenditore, segnando la fine dell\u2019austerit\u00e0 tedesca. 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