﻿{"id":3095,"date":"2024-10-30T13:34:38","date_gmt":"2024-10-30T12:34:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.semplicementecittadini.it\/Italia\/?p=3095"},"modified":"2024-10-30T13:34:38","modified_gmt":"2024-10-30T12:34:38","slug":"riflessioni-di-ottobre-di-giovanni-monchiero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.semplicementecittadini.it\/Italia\/2024\/10\/30\/riflessioni-di-ottobre-di-giovanni-monchiero\/","title":{"rendered":"RIFLESSIONI DI OTTOBRE: DI GIOVANNI MONCHIERO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-2848\" src=\"https:\/\/www.semplicementecittadini.it\/Italia\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Senza-titolodddd.jpg\" alt=\"\" width=\"282\" height=\"179\"><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>La parola ai ragionieri<\/strong><\/em><\/p>\n<p>\u00c8 piuttosto riservato, non \u00e8 analfabeta, non vive clamorosi conflitti di interesse, non ha parenti n\u00e9<br \/>\namici nel cerchio magico della premier e non \u00e8 neppure amatissimo dal suo segretario di partito.<br \/>\nAnche per queste ragioni, tra i membri del Governo, \u00e8 comunemente ritenuto il migliore.<br \/>\nGiancarlo Giorgetti \u00e8 a capo del MEF, il super dicastero che accorpa quelle che, un tempo, erano le<br \/>\ncompetenze del Tesoro, del Bilancio e delle Finanze. Tiene quindi i cordoni della borsa che tutti,<br \/>\nmaggioranza, opposizione e corpi intermedi, vorrebbero allentare e che i ragionieri tendono a<br \/>\nstringere. La ragioneria non \u00e8 una scienza astrusa. Si basa sull\u2019aritmetica applicata al principio che i<br \/>\nconti devono tornare e i bilanci quadrare.<br \/>\nGiorgetti \u00e8 il responsabile politico dei conti dello Stato. Si avvicina la scadenza della annuale legge<br \/>\nfinanziaria e il Ministro annuncia sacrifici. Dopo la rivoluzione culturale del \u201968 la parola sacrificio<br \/>\n\u00e8 scomparsa dal lessico privato. Sopravvisse ancora per qualche decennio in quello della politica,<br \/>\nper venire poi definitivamente cancellata dalla ideologia neoliberista: ognuno \u00e8 autorizzato a curare<br \/>\ni propri interessi e a ignorare quelli della collettivit\u00e0.<br \/>\nRispolverato in occasione della annuale manovra finanziaria, ogni richiamo al sacrificio \u00e8 diventato<br \/>\nsinonimo di tassazione aggiuntiva, supremo tab\u00f9 per la destra di governo. Cos\u00ec \u00e8 accaduto anche a<br \/>\nGiorgetti di venire immediatamente sconfessato dalla premier (no a nuove tasse), soccorso da<br \/>\nipocrite smentite dei suoi (\u00e8 stato frainteso), contestato persino dal mite Tajani, prontamente<br \/>\naccorso in difesa delle banche minacciate da una imposta sugli extra-profitti.<br \/>\nCome sono lontani i tempi in cui Padoa Schioppa, anche lui alle prese con la quadratura del<br \/>\nbilancio, proclamava che le tasse sono una cosa bellissima perch\u00e9 servono a finanziare le<br \/>\nirrinunciabili funzioni dello stato: la giustizia, l\u2019istruzione, la difesa, la sanit\u00e0. Fu spernacchiato dal<br \/>\npopolo e condannato alla \u201cdamnatio memorie\u201d dalla politica che, da allora, ha sposato la causa degli<br \/>\nevasori fino al punto di ribattezzare le tasse \u201cpizzo di stato\u201d.<br \/>\nOggi i governanti aborrono l\u2019idea di \u201cmettere le mani nelle tasche degli italiani\u201d ma ritengono loro<br \/>\ndovere \u201cuna coraggiosa politica di investimenti\u201d di soldi che, purtroppo, non esistono. Il paese non<br \/>\nesce dalla crisi, aumenta il deficit di bilancio e peggiorano i servizi pubblici. Come ben sanno tutti<br \/>\ncoloro che si occupano di sanit\u00e0.<br \/>\nMarted\u00ec \u00e8 stato presentato nella biblioteca del Senato, il 7\u00b0 Rapporto Gimbe che offre una immagine<br \/>\naggiornata del disastro. Cresce il divario fra la domanda di prestazioni diagnostiche e i livelli di<br \/>\nofferta delle strutture pubbliche o convenzionate, al punto che, l\u2019anno scorso, 4,5 milioni di Italiani<br \/>\nhanno rinunciato alle cure, Per allineare la spesa pubblica pro-capite a quella dei paesi dell\u2019OCSE,<br \/>\noccorrerebbe una cinquantina di miliardi all\u2019anno o gi\u00f9 di l\u00ec. Non aggiungo altro.<br \/>\nIl giorno dopo Giorgetti conferma che il governo non ha intenzione di infrangere i limiti di<br \/>\ndisavanzo stabiliti a livello comunitario e, con perfidia, propone ai suoi critici \u2013 fermamente<br \/>\ncontrari a nuove tasse &#8211; tagli agli stanziamenti assegnati ai ministeri e riduzione della spesa<br \/>\npubblica. Con l\u2019unica eccezione della sanit\u00e0 che \u2013 cito testualmente \u2013 \u201cmanterr\u00e0 l\u2019incidenza sul<br \/>\nPil\u201d.<br \/>\nPoich\u00e9 il prodotto interno lordo \u00e8 destinato a crescere meno dell\u2019inflazione, di risorse aggiuntive per<br \/>\nfinanziare un rilancio della sanit\u00e0, manco a parlarne. Se vogliamo salvare il Ssn dovremo, dunque,<br \/>\npuntare su una radicale ristrutturazione sostenuta da idee nuove. Lo diciamo con insistenza da un<br \/>\npaio d\u2019anni. Ora ce lo impongono i ragionieri.<\/p>\n<p>11 0ttobre 2024<\/p>\n<p><strong>I numeri sono un\u2019opinione<\/strong><\/p>\n<p>Citavo, la scorsa settimana, un paio di dati dell\u2019ultimo rapporto Gimbe. Fra i tanti elementi di<br \/>\npreoccupazione per la sorte del Servizio Sanitario Nazionale spicca che, secondo l\u2019Istat, l\u2019anno<br \/>\nscorso 4,5 milioni di cittadini italiani hanno rinunciato alle cure per ragioni economiche. Un<br \/>\nsintomo di disfacimento. Non nuovo.<br \/>\nUna dozzina di anni fa, un prestigioso centro di ricerche economiche e sociali stimava in 9 milioni<br \/>\nle persone costrette a rinunciare ad almeno un trattamento sanitario; numero cresciuto a 11 milioni<br \/>\nin analoga ricerca del 2016. Confrontando questi dati verrebbe da dire che le performance del SSN<br \/>\nhanno registrato, nel 2023, uno straordinario miglioramento, ma non \u00e8 questa la percezione<br \/>\ndell\u2019opinione pubblica, n\u00e9 dei pazienti, n\u00e9 degli addetti ai lavori. Sono i numeri che sono ballerini,<br \/>\ndipende da chi li raccoglie e come li interpreta. Sembra scontato che quelle vecchie ricerche<br \/>\neccedessero in pessimismo, forse per ragioni ideologiche o anche solo per suscitare scalpore.<br \/>\nCome sono lontani i tempi in cui, a suggello di un ragionamento, si usava dire \u201cdue pi\u00f9 due fa<br \/>\nquattro\u201d. Oggi anche la matematica ha perso la sua oggettivit\u00e0 e sparare dati a casaccio \u00e8<br \/>\nconsolidata abitudine nel mondo, ingannevole, della comunicazione.<br \/>\nLeggevo l\u2019altro ieri, a commento dell\u2019ultima vincita al superenalotto, che le probabilit\u00e0 di azzeccare<br \/>\nil \u201csei\u201d sono una su 622 milioni (calcolo delle probabilit\u00e0) e che, secondo non specificati esperti,<br \/>\nsarebbe pi\u00f9 probabile essere colpiti da un asteroide che centrare la combinazione vincente.<br \/>\nOsservo, senza il supporto di calcoli sofisticati, che in 27 anni 116 italiani sono stati miracolati dal<br \/>\n\u201csei\u201d e nessuno \u00e8 stato vittima di un meteorite.<br \/>\nSiamo a fine anno. Si avvicina l\u2019appuntamento con la finanziaria e durante i lavori preparatori dal<br \/>\nMEF e dai portavoce della politica \u00e8 filtrato alla stampa un fiume di numeri, in un mix di intenzioni<br \/>\ne di parole ambigue. Dibattito rovente pro e contro la nuova tassa sugli extraprofitti delle banche. In<br \/>\nun paese con un sistema fiscale serio, all\u2019aumentare dei profitti corrisponderebbe un automatico,<br \/>\nprogressivo incremento delle imposte. Poich\u00e9 il nostro fisco non gode della stima di nessuno,<br \/>\nqualsiasi proposta diventa oggetto di discussione per poi giungere ad una soluzione salomonica,<br \/>\nvale a dire non fiscale. Niente nuova tassa, ma una anticipazione, da parte delle banche, delle<br \/>\nimposte presumibilmente dovute per l\u2019anno a venire. Una sorta di prestito senza interessi, ma anche<br \/>\nuna entrata cui l\u2019anno prossimo occorrer\u00e0 rinunciare.<br \/>\nAlla fine, il consiglio di ministri ha varato il testo da sottoporre al parlamento per l\u2019approvazione. In<br \/>\nanni di maggioranze meno solide, venivano proposti migliaia di emendamenti che costringevano<br \/>\ndeputati e senatori a passare le notti in commissione. In ultimo arrivava il maxiemendamento del<br \/>\ngoverno &#8211; un unico articolo con centinaia di commi &#8211; concordato con le minoranze e tutti potevano<br \/>\nraccontare di avere ottenuto qualcosa. \u00c8 probabile che questa volta l\u2019iter sia pi\u00f9 breve, ma non si<br \/>\nescludono novit\u00e0 dell\u2019ultima ora che, in sanit\u00e0, sarebbero auspicabili.<br \/>\nIl giorno prima dell\u2019approvazione del ddl, il ministro Schillaci aveva annunciato 3,7 miliardi in pi\u00f9<br \/>\nper il Fondo Sanitario Nazionale. Da Palazzo Chigi e da via xx settembre l\u2019hanno garbatamente<br \/>\nsmentito: C\u2019\u00e8 stato un equivoco. Quello sar\u00e0 l\u2019incremento per i prossimi due anni. Nel 2025 \u00e8<br \/>\nprevisto soltanto un aumento di 900 milioni. Il Ministro fa buon viso a cattivo gioco e parla di<br \/>\nrecord di finanziamento (ci mancava che diminuisse!) ma, con quella cifra non si potranno<br \/>\nassumere i medici e gli infermieri ritenuti necessari, n\u00e9 incrementare le retribuzioni. I sindacati gi\u00e0<br \/>\nprotestano. Non resta che confidare in un provvidenziale emendamento.<\/p>\n<p>Per restare in sanit\u00e0, ecco un provvedimento di facciata: l\u2019intervento sulle regole di accesso alla<br \/>\nfacolt\u00e0 di medicina. Fortemente voluto dall\u2019opinione pubblica e dai tantissimi politici che vi<br \/>\nidentificano la causa della carenza di medici. In realt\u00e0 il collo di bottiglia non era l\u2019accesso alla<br \/>\nfacolt\u00e0 di medicina bens\u00ec quello alle scuole di specializzazione, da qualche anno totalmente<br \/>\nrimosso.<br \/>\nCome spesso accade, il rimedio si rivela peggiore del male. Il numero chiuso resta, vengono aboliti<br \/>\ni test d\u2019ingresso, oggetto di molte critiche e ritenuti approssimativi. Saranno sostituiti da una<br \/>\nverifica sui risultati conseguiti nel primo semestre. Prima c\u2019era un criterio di selezione opinabile,<br \/>\nma che, allo studente faceva perdere un\u2019opportunit\u00e0. Oggi gli esclusi, che potranno iscriversi ad<br \/>\nun\u2019altra facolt\u00e0, rischiano di perdere l\u2019anno.<br \/>\nCiliegina sulla torta: la graduatoria unica nazionale. Qualsiasi procedura concorsuale presuppone<br \/>\nvalutazioni da parte della medesima commissione. Vedere interrotto il proprio corso di studi per i<br \/>\nvoti migliori ottenuti da un collega in un\u2019altra universit\u00e0 \u00e8 un monstrum giuridico.<br \/>\nIl voto sintetizza un giudizio che discende da molte variabili. Da che mondo \u00e8 mondo, ci sono<br \/>\nsempre stati insegnanti severi ed altri pi\u00f9 generosi. In questo caso, i numeri esprimono,<\/p>\n<p>legitimamente ,un&#8217;opinione.<\/p>\n<p><strong>18 ottobre 2024<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Compianto sulla Costituzione<\/strong><\/h3>\n<p>Mentre il governo era intento al varo della finanziaria \u2013 per il mondo della sanit\u00e0, assai deludente \u2013<br \/>\nun magistrato romano ha bloccato il trasferimento in Albania di un gruppetto di immigrati<br \/>\nclandestini da rimandare nei paesi di origine, contestando i requisiti per il rimpatrio. Erano partiti in<br \/>\nsedici per la nuova struttura e la medesima nave li ha prontamente riportati qui.<br \/>\nUna piccola sentenza, molto formale, su un episodio tanto marginale nella sostanza quanto carico<br \/>\ndi simbolismi politici, ha ravvivato le ostilit\u00e0 nella mai conclusa \u201cguerra dei trent\u2019anni\u201d fra la<br \/>\npolitica e la magistratura. All\u2019inchiesta \u201cmani pulite\u201d si riconosce, comunemente, di avere<br \/>\naccelerato la fine della Prima repubblica, provocando \u2013 dicono alcuni &#8211; un vulnus istituzionale che,<br \/>\ncon l\u2019avvento della seconda, si \u00e8 ulteriormente aggravato. In origine, gli indagati sollevarono il<br \/>\ntema dello scontro fra poteri dello Stato per non discutere delle proprie azioni. Oggi, ogni iniziativa<br \/>\ngiudiziaria a carico di esponenti della maggioranza o che metta in dubbio la legittimit\u00e0 di atti del<br \/>\ngoverno, viene presentata come un atto eversivo di magistrati \u2013 le \u201ctoghe rosse\u201d \u2013 mossi da<br \/>\npregiudizio politico.<br \/>\nAl di l\u00e0 dei temi attinenti ad ogni singola fattispecie, si \u00e8 progressivamente affermato che il<br \/>\nconsenso elettorale dovrebbe porre l\u2019uomo politico al riparo dalle inchieste attinenti alla sua attivit\u00e0<br \/>\ndi governo: una sorta di immunit\u00e0 allargata. Ogni iniziativa che contrasti con il mandato popolare<br \/>\nsarebbe di per s\u00e9 antidemocratica. Ricordate l\u2019unto del Signore? Il volete far politica, presentatevi<br \/>\nalle elezioni? Formule pittoresche per affermare che l\u2019eletto non deve essere soggetto alle leggi e ai<br \/>\nmagistrati che le applicano. Nella lotta contro le monarchie assolute, fu necessario tagliare la testa<br \/>\nad un paio di Re (Carlo I d\u2019Inghilterra, Luigi XVI di Francia) per far passare il principio che<br \/>\nnessuno \u00e8 al di sopra della legge. Lo sfinimento della democrazia rischia di riportarci a prima delle<br \/>\nrivoluzioni. Indietro di secoli.<br \/>\nLe polemiche di questi giorni rilanciano il progetto di separazione delle carriere fra la magistratura<br \/>\ninquirente e quella giudicante, presentato, sin dalla prima intuizione berlusconiana, come la panacea<br \/>\ndei molti mali della giustizia. Potete star certi che l\u2019attivit\u00e0 giurisdizionale non ne trarr\u00e0<br \/>\ngiovamento. Scopo non dichiarato della riforma \u00e8 quello di assoggettare i pubblici ministeri a<br \/>\ncontrollo politico, in aperto contrasto con i principi costituzionali. Le ossa di Montesquieu si<br \/>\nagitano nella tomba.<br \/>\nLe ricorrenti polemiche con la magistratura hanno messo un po&amp;#39; in ombra l\u2019altro progetto di riforma<br \/>\ncostituzionale: il premierato. Proprio ieri, tuttavia, il Corriere ha dedicato una pagina ad uno<br \/>\nstralcio della dotta prefazione di Sabino Cassese al libro di un noto imprenditore intitolato: \u201cIl<br \/>\npremierato non \u00e8 di destra\u201d. Merita la citazione anche il sottotitolo: Perch\u00e9 cambiando la forma di<br \/>\ngoverno (sempre che lo si faccia bene) si pu\u00f2 aggiustare l\u2019Italia.<br \/>\nIl tema \u00e8 quello di consolidare la stabilit\u00e0 del Governo minacciata dagli eccessi del<br \/>\nparlamentarismo, che era, forse, un limite della prima repubblica. Sottolineo forse perch\u00e9 nel quasi<br \/>\nmezzo secolo del potere democristiano, i governi duravano, in media, meno di un anno ma erano<br \/>\npi\u00f9 concreti ed efficaci di quelli che li hanno seguiti. Dal 1956 al 1964 si sono succeduti una decina<br \/>\ndi governi e realizzata l\u2019Autostrada del Sole, da Milano a Napoli.<br \/>\nCerto il paese aveva un altro slancio; la classe politica era di qualit\u00e0 nettamente superiore; la<br \/>\nburocrazia era arretrata nella cultura e nei metodi ma godeva di autonomia e prestigio; l\u2019idea di<br \/>\nperseguire il bene comune era fondante per la politica e condivisa dal popolo.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvento della seconda repubblica, anche per la spinta al cambiamento che veniva da molti<br \/>\nstudiosi di area liberale o da marxisti definitivamente convertiti all\u2019occidente, si avvi\u00f2 la stagione<br \/>\ndelle riforme. L\u2019introduzione dello \u201cspoil system\u201d ha sottoposto la burocrazia al potere politico sia a<br \/>\nlivello centrale sia nelle amministrazioni degli enti locali: la riforma del titolo V ha spezzato, in<br \/>\nmodo probabilmente irreversibile, l\u2019unit\u00e0 del paese; le successive riforme elettorali hanno causato la<br \/>\nmutazione genetica del parlamento, da tribuna degli eletti a luogo di lavoro dei nominati; il modello<br \/>\ndi partito ideologico ed identitario, caratterizzato per\u00f2 da una vivace dialettica interna, \u00e8 stato<br \/>\nsostituito da quello del gruppo di potere stretto attorno ad un autocrate, assistito da qualche<br \/>\nmaggiordomo e da una anonima servit\u00f9.<br \/>\nIl parlamentarismo \u00e8 morto. Non \u00e8 il caso di correggerlo. Nella seconda Repubblica, i governi<br \/>\npolitici hanno sempre manifestato noncuranza, se non fastidio, nei confronti del parlamento. Gli<br \/>\nunici che hanno dato la sensazione di ritenersi soggetti alla volont\u00e0 del parlamento sono stati i<br \/>\ngoverni tecnici. Tutti, peraltro, giubilati prima della conclusione naturale del loro mandato.<br \/>\nIn questo contesto, ulteriormente accentrare il potere nelle mani del Presidente del Consiglio, non<br \/>\nmi pare una urgenza prioritaria.<br \/>\nLa democrazia, ammoniva Norberto Bobbio, non \u00e8 la volont\u00e0 del popolo, ma il rispetto delle regole<br \/>\nche definiscono e disciplinano le istituzioni. Le regole, naturalmente, si possono anche cambiare,<br \/>\nma mi riesce difficile immaginare che il parlamento attuale possa pensarne di migliori.<\/p>\n<p>25 ottobre 2024<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La parola ai ragionieri \u00c8 piuttosto riservato, non \u00e8 analfabeta, non vive clamorosi conflitti di interesse, non ha parenti n\u00e9 amici nel cerchio magico della premier e non \u00e8 neppure amatissimo dal suo segretario di partito. 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